Il 4 aprile segna una data preziosa per tutta la Famiglia Paolina: il giorno in cui, nel 1884, nasceva a San Lorenzo di Fossano (Cuneo) Giacomo Alberione. Ricordare la sua nascita significa tornare alle origini, là dove tutto è cominciato: una famiglia semplice, una fede coltivata nei solchi della terra e nei silenzi della preghiera, un ragazzo piccolo, fragile, ma con un sogno grande.
Quel sogno non era frutto di ambizione personale, ma della grazia. Nelle sue stesse parole, il fondatore si definiva «persona indegna e incapace» (cf. AD 350), eppure Dio si è servito proprio di lui per realizzare un’opera straordinaria: la Famiglia Paolina. Come un piccolo ruscello che, alimentato da sorgenti nascoste, diventa un fiume capace di dare vita, luce e movimento, così è stato il cammino di Don Alberione: sempre in ascolto della Provvidenza, pronto a lasciarsi guidare dalla Luce dell’Ostia, umile strumento nelle mani di Dio.
Oggi più che mai, ricordarlo non significa fermarsi alla nostalgia, ma accendere la memoria viva del carisma paolino. Alberione ha saputo guardare lontano, attraversando il suo tempo con il coraggio del profeta. Davanti a un secolo in tumulto, non si è ritratto, ma ha sognato in grande: “pensare e vivere cattolico”, “evangelizzare con i mezzi più rapidi e moderni”, formare apostoli della comunicazione per un mondo che cambia.
Oggi, nel tempo dei social, dell’intelligenza artificiale, della complessità culturale e spirituale, il suo messaggio risuona come un invito urgente: non accontentarsi del passato, ma ritornare alle sorgenti per lanciarsi nel futuro. Come lui, anche noi, Paolini, insieme a tutta la Famiglia Paolina, siamo chiamati a una fede incarnata, operosa, sempre in cammino.
Nel giorno della sua nascita, rinasca in ciascuno di noi il desiderio di essere, come lui, piccoli ma ardenti strumenti nelle mani di Dio per una comunicazione che salva, che illumina, che unisce.
don Roberto Ponti, ssp
Superiore provinciale
4 aprile 2025