14° Capitolo Provinciale - Comunicato Stampa n. 2

mercoledì, 12 luglio 2006

Relazioni sulle Comunità

È il momento delle Comunità, 18 realtà dislocate sul territorio Italia, diverse per numero di religiosi, per ampiezza di sede e per le attività apostoliche che vi si svolgono. In totale i Paolini della Provincia sono 306, suddivisi in 158 sacerdoti, 140 discepoli perpetui, 1 diacono, 2 chierici perpetui, 5 chierici temporanei, 3 novizi, 3 aspiranti. Età media 65,67.

La presentazione di ogni comunità è fatta dai rispettivi Superiori o Delegati. I tempi di esposizione sono necessariamente stringati, per dare spazio all’Assemblea di confrontarsi, fare domande e chiedere precisazioni.

Nella tabella allegata, troverete l’elenco completo delle Comunità ed evidenziati nella colonna “vita e missione” alcuni punti che ne definiscono il profilo, l’impegno e la creatività.

Fin dalle prime battute – tocca ad Alba Casa Madre cominciare – emergono i due fili connettivi e paralleli che contraddistinguono le varie realtà: lo stile di vita paolina, cioè lo spirito che le unisce, e la realtà incarnata delle situazioni locali, storiche, culturali, contingenti che le distinguono e diversificano.

La distinzione tra case di apostolato e di formazione ormai sembra vacillare, per dare spazio a definizioni che nascono da nuove esperienze apostoliche, da ritrovate forme di collaborazione, da una più diffusa presenza negli organismi ecclesiali nel settore delle comunicazioni sociali, da forme di partecipazione societaria con realtà radio-televisive di altri editori. Per citare alcuni esempi: l’esperienza del Centro Culturale San Paolo di Vicenza con il Festival Biblico; l’import di icone provenienti dalla Grecia fatto da Bari per varie società apostoliche della San Paolo; Radio A con la diocesi di Milano.

Dalla voce dei Superiori non sono mancate alcune denunce di sofferenza: nella sfera economica, nell’accettazione dei mutamenti di ruoli e incarichi, nell’incapacità di ridisegnare a una certa età la propria vita, nell’incomprensione del presente, nella sfiducia davanti a un tramonto che per alcuni appare incombente e inesorabile.

Ma la speranza che si percepisce in aula, alla fine, è un’altra. Per spiegarla possiamo prendere in prestito da Paolo (Rom 12, 4-5) un’immagine, senza nemmeno forzarla tanto: è l’immagine del corpo mistico. Il corpo è uno solo (la Società San Paolo) e le membra sono molte (le Comunità, i Paolini) con funzioni diverse, ma con lo stesso capo, Cristo Signore. C’è chi ha il compito di iniettare ossigeno, lo spirito; chi di far scorrere sangue nelle vene, nelle attività; chi di provvedere al nutrimento; ci sono coloro che spingono in avanti, altri che ascoltano e studiano, e c’è chi dà nuova vita alla speranza, credendo e pregando.

La prossima informazione affronterà le relazioni sulla Provincia Italia: sull’Apostolato, sull’Economia, sulla Pastorale Vocazionale Paolina.

Un caro saluto a tutti i fratelli. Non devono mancarci le vostre preghiere.

Don Tommaso Mastrandrea, Don Antonio Tarzia
Ariccia, 12 settembre 2006


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