In ricordo di don Silvio Sassi, a due mesi dalla sua scomparsa

venerdì, 14 novembre 2014

Don Silvio Sassi (Vezzano sul Crostolo RE, 10 luglio 1949 - Roma, 14 settembre 2014).Esattamente due mesi fa, il 14 settembre 2014, ci lasciava improvvisamente don Silvio Sassi, superiore generale. Nella certezza, che nasce dalla speranza, che lui ci è vicino e ora intercede per noi e per il nostro apostolato, ne approfittiamo per ravvivare la sua memoria attraverso alcune pagine che i nostri settimanali hanno dedicato alla notizia della sua scomparsa e al ricordo della sua persona.

Don Silvio Sassi, il cordoglio e la memoria

Di Alberto Chiara, su «Famiglia Cristiana» (25 settembre 2014), con commoventi ricordi e riflessioni, di vescovi, cardinali e lettori.

«Don Silvio Sassi s’è trovato in un periodo alquanto particolare dal punto di vista storico, ecclesiale, sociale ed economico. Ha avviato una profonda riflessione sulla nostra missione, destinata a non essere archiviata negli scaffali ma a diventare memoria viva». Don Vito Fracchiolla è il superiore della comunità milanese cui appartengono i sacerdoti e i religiosi Paolini che operano nella Periodici San Paolo, la società che pubblica, tra le altre riviste, anche Famiglia Cristiana, Credere e Jesus. Giovedì 25 settembre ha presieduto la concelebrazione eucaristica in suffragio  di don Silvio Sassi, il superiore generale  della Società San Paolo  morto improvvisamente domenica 14 settembre.

I funerali di Don Silvio Sassi.

Altre Messe, altre commemorazioni sono state organizzate nelle comunità sparse in Italia e nel mondo. Dando modo a molti, religiosi, ma anche laici, molti laici, di condividere dolore e preghiera. Nel numero 39, Famiglia Cristiana ha pubblicato una parte dei messaggi giunti alla Società San Paolo. Eccone alcuni.


«Carissimo don Silvio, avevi preparato il Centenario della San Paolo nei minimi particolari, con gioia e slancio, pensando al futuro della Famiglia paolina. Il Signore ti ha invitato alla mensa della vita eterna. Ti penso in questo momento con tutti i santi, il padre Fondatore, il beato Timoteo Giaccardo, a relazionare su quanto si è compiuto in terra, nell’attesa di portare a termine questo percorso con l’udienza del Santo Padre, a Roma, giovedì 27 novembre. I programmi si possono modificare, interpretare, ma la tua partenza viene accolta con fede, cercando di intuire il perché di questa dipartita improvvisa, umanamente senza spiegazioni: in termini confidenziali,  si potrebbe dire che questa partenza non ci voleva. Ci siamo salutati alla conclusione della splendida giornata del Centenario con la cena e il concerto, dove mi hai rivolto la richiesta di elevare il Tempio di San Paolo in Alba a Basilica Minore. Ho assunto con te questo impegno che porterò a termine nell’ambito delle mie possibilità e competenze. Sii vicino a noi e avremo la possibilità di chiedere d’ora in poi il tuo aiuto, consigli e preghiera. Dal Paradiso potrai seguire meglio i progetti che avevi in questo anno speciale. Grazie soprattutto per l’amicizia, la serenità e l’equilibrio con cui hai accompagnato la mia vita di vescovo in questi anni di servizio nella Diocesi di Alba. In questo momento sei più vivo di noi e ti penso divertito anche per le “parole vuote” che cercheremo di dirti in questi giorni per farci una ragione della tua partenza. Il Signore risorto che contempli, non più nel mistero, ti doni la pace eterna. Ti diremo, forse, tante bugie in questo momento: “L’eterno riposo”.  So benissimo che non potrai dormire. Con il beato Fondatore continua a vegliare e a proteggerci. Grazie di tutto. Raccomandaci alla Regina degli Apostoli» (Monsignor Giacomo Lanzetti, vescovo di Alba, Cn).

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«Appresa la notizia della morte di don Silvio Sassi, a nome del Governatorato tutto e mio personale, porgo sentite condoglianze alla Famiglia paolina. Assicuro una preghiera di suffragio nel ricordo riconoscente della preziosa collaborazione» (Cardinale Giuseppe Bertello, Governatorato Città del Vaticano).

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«Appresa la mesta notizia della morte improvvisa di don Silvio Sassi, Superiore Generale della Società San Paolo, partecipiamo con profondo cordoglio al dolore della Famiglia paolina. Mentre facciamo grata e commossa memoria della generosa e saggia dedizione del compianto religioso all’apostolato nel vasto mondo della comunicazione sociale, ci uniamo con fervida preghiera al suffragio per l’anima di don Silvio, che affidiamo all’abbraccio della misericordia del Padre» (Cardinale Angelo Bagnasco, presidente Cei, Monsignor Nunzio Galantino, segretario Cei).

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«Ho appreso con dolore la notizia dell’improvvisa morte del caro Don Silvio Sassi, Superiore Generale, della Società San Paolo. In questa luttuosa circostanza desidero esprimere a Lei, a tutti i Paolini e all’intera Famiglia Paolina, anche a nome della Diocesi di Roma, sentimenti di profonda partecipazione al vostro dolore ed assicurare il mio ricordo nella preghiera per l’anima del defunto che si è speso generosamente per la diffusione del Vangelo, promuovendo con passione il carisma del Fondatore, il Beato Giacomo Alberione. Possa il Signore accoglierlo nella luce in Paradiso e ricompensarlo per quanto ha realizzato nella sua vita sacerdotale e religiosa» (Agostino Vallini, cardinale vicario di Roma).

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«Sono vicino al dolore di tutta la Società San Paolo per l’improvvisa scomparsa del Superiore Generale don Silvio Sassi. Grati a don Silvio per il lungo servizio alla Chiesa, mi unisco alla vostra preghiera mentre lo affidiamo all’abbraccio misericordioso del Padre. Da questa morte nasce la responsabilità di diffondere ancor più il carisma di don Alberione per il bene della Chiesa e della società. Di cuore benedico» (Cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano).

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«Dal Sepolcro di Paolo strenuo annunciatore della vittoria di Gesù sulla morte partecipiamo dolore grave perdita di don Silvio Sassi Superiore Generale di codesta società San Paolo con ferma speranza che se moriamo con lui vivremo anche con lui. Spiritualmente vicini con l’efficacia del cristiano suffragio» (Cardinale Harvey, abate Power e tutto il personale della Basilica di San Paolo).

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«Ho appreso con vero dispiacere la notizia dell’improvvisa morte di Don Silvio Sassi, che era alla guida della Società San Paolo come Superiore Generale. Ho avuto modo di incontrarlo durante il mio mandato di Segretario di Stato e di apprezzare nella sua azione di governo la fedeltà al carisma paolino e l’impegno di servizio alla Chiesa in questo tempo difficile. Affido la sua anima al Signore e con Voi prego per le necessità della Società’ San paolo, in vista del suo cammino futuro nella Chiesa e nel mondo. Condivido, insieme al dolore per la perdita di un caro fratello, i motivi di speranza che accompagnano l’esperienza cristiana, anche in questa circostanza. Con sentimenti di amicizia, Vostro» (Tarcisio cardinal Bertone).

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«Apprendo con grande dolore la triste notizia dell’improvvisa scomparsa del vostro Superiore Generale, don Silvio Sassi, e mi faccio premura di esprimere a Lei e a tutta la Famiglia Paolina le mie più sentite condoglianze assicurandole il mio ricordo nella preghiera come suffragio del caro defunto per il quale celebrerò una Santa messa e come invocazione di conforto e di speranza cristiana per tutti voi» (Cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino).

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«Appresa notizia morta Don Silvio Sassi, esprimo intera società San Paolo sentite condoglianze assicurando preghiera suffragio caro sacerdote defunto» (Monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano,  presbiterio diocesano e comunità).

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«Mi unisco all’intera Famiglia Paolina in quest’ora di dolore per la morte di don Silvio Sassi, Superiore Generale della Società San Paolo, testimone generoso e appassionato di Cristo. La fede nel Risorto ci assicura che Egli è entrato nella vita che vince la morte, accolto da Cristo Signore e dalla comunione dei santi, fra cui primi ad abbracciarlo saranno certamente Maria Santissima, San Paolo e don Alberiore. Prego per Lui e mi affido alla Sua intercessione presso Dio. E prego con affetto per l’intera Società San Paolo e la Famiglia Paolina tutta. Dio Vi benedica» (Monsignor  Bruno Forte – Arcivescovo di Chieti – Vasto).

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«Sono rimasto profondamente scosso dalla notizia della morte improvvisa di don Sassi. Lo avevo incontrato anni fa, in un momento particolarmente difficile della vostra Congregazione, e mi avevano colpito in lui la serenità interiore e l’amore per l’ideale paolino e per la Chiesa. Mi unisco sinceramente al vostro dolore. Prego affinché il Signore benedica l’intera Famiglia paolina, alla quale mi sento da sempre spiritualmente vicino» (Padre Bartolomeo Sorge).

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«Sono profondamente commosso e addolorato per la subitanea morte del nostro carissimo don Silvio Sassi. Un autentico messaggero di Cristo che ha saputo attuare appieno il pensiero del nostro Fondatore il beato Giacomo Alberione: promuovendo sempre più l’evangelizzazione con tutti i mezzi e le forme di comunicazione. Grazie don Sassi per la sua preziosa opera svolta con inesausto entusiasmo» (Franco Petraglia – Cervinara, Avellino).

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«Esprimo sentimenti vivissimi di cordoglio a tutta la Famiglia paolina per la grave perdita del Superiore Generale. Assicuro il mio ricordo nella preghiera e colgo l’occasione per ringraziare la Congregazione paolina per il bene che compie attraverso i mezzi di comunicazione. Con profonda stima» (Elena Maria).

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«Ieri sera ho saputo della morte, del tutto inaspettata e prematura, di don Silvio Sassi, il vostro Superiore Generale. Questa mattina nella Messa della comunità lo abbiamo ricordato e affidato alla Bontà del Signore. In Lui è la nostra pace e la nostra speranza. Don Silvio questo lo ha vissuto e ora è giunto al traguardo. Abbiamo un protettore in più in cielo» (Don Franco Lever).

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«Mi unisco a quanti vi sono vicini nella preghiera e come vecchio abbonato di Famiglia Cristiana vi esorto ad andare avanti con ancor più coraggio nel diffondere il Vangelo con i mezzi di comunicazione. Ora don Silvio Sassi potrà aiutarvi dal cielo, assieme ai beati Giacomo Alberione e Timoteo Giaccardo e, perché no, anche con la consulenza di don Zilli e don Zega. Coraggio, avete un “seme” in più nel “terreno del Signore”, che darà sicuramente tanti frutti» (Francesco Ferrari – Merate, Lecco).

Vite donate per il Signore e per i fratelli

Il ricordo di don Antonio Rizzolo nella rubrica Insieme del settimanale «Credere»

Don Silvio nelle celebrazioni in occasione della transalzione della salma del Beato Timoteo Giaccardo da Roma a Narzole d'Alba (Cuneo).

Cari amici lettori, è con grande dolore che vi comunico la morte, a soli 65 anni d’età, di don Silvio Sassi, superiore generale della Società San Paolo, la congregazione cui appartengo e che è l’editore di Credere. Noi Paolini siamo ancora scossi, insieme a tutti coloro che appartengono alla famiglia religiosa fondata dal beato don Giacomo Alberione. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, inaspettata. Vi invito a pregare per don Silvio e per tutta la Famiglia paolina, che sta concludendo le celebrazioni del centenario di fondazione, che culmineranno con l’udienza da papa Francesco il 27 novembre.

Appena qualche settimana fa, sul n. 33, abbiamo pubblicato sul centenario un’intervista a don Silvio. Così egli sintetizzava l’attualità del carisma, cioè del servizio alla Chiesa e all’umanità, dono dello Spirito Santo, che noi Paolini siamo chiamati a compiere: «Don Alberione non ha voluto creare una casa editrice cattolica in più, ma un insieme di persone che vivessero e proponessero il Vangelo attraverso la stampa e gli altri mezzi di comunicazione. Non dobbiamo essere degli “impiegati del sacro”, ma dei testimoni di un’esperienza di fede». Aggiungeva poi don Sassi, richiamandosi alle parole di papa Francesco sull’attenzione ai poveri: «Esistono i poveri anche nella comunicazione: non solo quelli che non hanno la possibilità di comunicare, ma anche quelli che comunicano alla ricerca di qualcosa di spirituale. Il fondatore diceva giustamente: “Arriverà un giorno in cui alla porta dei conventi non daranno un pezzo di pane ma una rivista...”. C’è un popolo della comunicazione che ha diritto di imbattersi in Dio».

La morte improvvisa del superiore generale mi ha fatto pensare a tante cose. A quanto la nostra vita sia breve, a come possa finire da un momento all’altro: dobbiamo sempre essere pronti, vivendo bene ogni istante, in comunione con Cristo. Solo l’amore resta. Pensavo anche al servizio di copertina di questo numero di Credere, con un’altra storia di morte: la terribile uccisione delle tre missionarie Saveriane in Burundi. In realtà, come testimonia chi le ha conosciute, a partire dalle consorelle e dai familiari che abbiamo intervistato, si tratta di tre vite donate, fino in fondo. Qui sta il vero senso della vita: nel dono di sé, nell’amore, nella dedizione a chi ci sta accanto, ai più poveri e bisognosi. Prego perché anche la morte di don Silvio diventi una storia di vita: la sua preghiera davanti al Padre ci sostenga nel quotidiano impegno apostolico e ci aiuti a essere sempre testimoni di Cristo nel mondo della comunicazione.

Don Silvio Sassi, un “Paolino Doc”

Di don Antonio Sciortino, direttore di «Famiglia Cristiana» (25 settembre 2014)

Cari lettori, vogliamo rendervi partecipi dell’immenso dolore che ha colpito la Società San Paolo (l’Editore di Famiglia Cristiana), e tutta la Famiglia Paolina, per l’improvvisa scomparsa del nostro Superiore generale don Silvio Sassi, 65 anni, nelle prime ore di domenica 14 settembre scorso.

Don Silvio Sassi con Papa Francesco.Tra i primi a esserne informato è papa Francesco, che partecipa ai lavori del C9, la commissione cardinalizia che lo aiuta nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa. Il Papa è commosso, e si ferma qualche momento in preghiera assieme ai cardinali. Poi incarica monsignor Marcello Semeraro, segretario del gruppo, di comunicare la sua partecipazione al dolore di tutta la Famiglia Paolina. Don Sassi e papa Francesco si conoscevano da tempo, fin da quando Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires. Si erano incontrati poi a Roma e ad Ariccia. Qui, nella casa del Divin Maestro, quando il Papa è stato ospite per gli esercizi spirituali assieme alla Curia romana, don Sassi gli aveva fatto trovare, sul comodino, una biografia del beato Giacomo Alberione. E Francesco aveva gradito e letto.

Ma sono in tanti a voler ricordare don Silvio: cardinali, teologi, persone semplici. I messaggi continuano ad arrivare da ogni parte d’Italia e del mondo. Per la Messa esequiale, giovedì 18 settembre, lo hanno accompagnato le voci delle “paoline”, guidate da suor Fiorella Schermidori. La bara, che è stata vegliata a due passi dalla tomba del Fondatore don Giacomo Alberione, viene portata nella cripta del santuario Regina degli Apostoli (foto in alto a destra), dove migliaia di persone sono in attesa per i funerali. Sono presenti in molti, sacerdoti e laici, tantissimi i confratelli, quasi tutti i superiori provinciali del mondo, i rappresentanti delle congregazioni femminili, gli istituti aggregati, i cooperatori. Ci sono i parenti e quanti hanno lavorato o studiato con lui allo Spics (Studio paolino internazionale della comunicazione sociale), di cui per anni don Silvio è stato direttore.

I ricordi e le testimonianze si accavallano. C’è chi ricorda un convegno, un seminario, un incontro: «Con tutti aveva un rapporto familiare, era una persona che sapeva ascoltare». C’è chi cita le sue qualità di semiologo, la sua cultura «mai ostentata, che ti faceva crescere e diventare curioso del mondo». È tanta la commozione che si respira nella cripta del santuario, a Roma. Alla presenza del cardinale James Harvey, arciprete della basilica di San Paolo fuori le Mura, risuonano le parole di don Carlo Cibien, consigliere generale della Società San Paolo, che tiene l’omelia. «Don Silvio non si è aggrappato alla vita, ma ne ha fatto dono all’intera Famiglia Paolina», dice don Carlo, cercando di cogliere il mistero di questa morte, giunta all’alba della festa dell’esaltazione della Croce.  «Se vivi compiutamente entri nella dinamica di quella potente moltiplicazione della vita e diventi naturalmente collaboratore del Signore, comunicatore e diffusore della sua pace». Le parole spezzano la commozione, al di là della quale, aggiunge don Cibien, «ora dobbiamo chiederci: e noi?», cercando di leggere i “segni evangelici” e “interpretare” anche questa morte che giunge nell’anno del Centenario della San Paolo.

Suor Anna Maria Parenzan, Superiora generale delle Figlie di San Paolo, interpreta il pensiero di quanti hanno conosciuto don Sassi, dicendo a gran voce: «Don Silvio era un “paolino doc”. Ci ha educati a vedere il carisma come una vela sempre spiegata al vento dello Spirito Santo». E lo ha ringraziato per l’attenzione sempre premurosa verso le congregazioni femminili della Famiglia Paolina. E per aver, più volte, sottolineato che «la nostra unità, nella diversità, è una ricchezza». Quella di don Silvio, aggiunge, non è una morte, ma «un salire sul sicomoro, da dove si può vedere più lontano». Don Silvio, anche ora, non smette di educarci e spronarci ad andare avanti: «Il chicco di grano è morto, ma viene il tempo del frutto, del molto frutto in Cristo », ce lo ricorda il Vangelo.

Grazie don Silvio.Caro don Silvio, assieme ai beati Giacomo Alberione e Timoteo Giaccardo, e a tutti i paolini presenti in cielo, ti preghiamo di intercedere presso il Signore perché il carisma paolino di evangelizzare con i mezzi della comunicazione sociale possa risplendere in tutta la sua bellezza, a gloria di Dio e per la salvezza delle anime. E conquistare molti giovani d’oggi alla vocazione paolina.

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