"Di generazione in generazione: filo interrotto?". Anteprima del Festival Biblico 2011 con lectio magistralis di Salvatore Natoli

lunedì, 14 marzo 2011 | di Ampelio Crema

Il filosofo Salvatore Natoli

Sarà la lectio magistralis «Di generazione in generazione: filo interrotto?» del filosofo Salvatore Natoli ad aprire la presentazione del Festival Biblico di Vicenza nel corso della serata di martedì 22 marzo (ore 20:45) nella Chiesa di Santa Maria in Araceli (Vicenza).

Il Festival biblico è appuntamento unico nel panorama culturale italiano che, giunto alla sua VII edizione, conferma il successo dell'iniziativa. Lo scorso anno sono stati più di 30.000 mila i partecipanti agli oltre 100 appuntamenti in programma nei giorni centrali della manifestazione.

A intessere il dialogo tra le antiche Scritture e l'attualità più scottante saranno convocati anche quest'anno musicisti, scrittori e artisti, biblisti e sociologi, ma anche industriali, sindacalisti e altri protagonisti di primo piano del mondo culturale. Perché il messaggio della Bibbia – pilastro portante quanto nascosto della nostra cultura – provoca alla riflessione chiunque e mette in discussione ogni area dello scibile. I nomi degli ospiti di questa edizione saranno presentati la sera del 22 marzo, a conclusione della lectio magistralis, insieme al calendario della manifestazione che si svolgerà dal 20 al 29 maggio presso Vicenza e provincia.

«Di generazione in generazione» è il tema della VII edizione del Festival Biblico, un tema stimolante e complesso al quale ci introdurrà la lectio del filosofo Salvatore Natoli. «Di generazione in generazione: un filo interrotto?» è l'interrogativo da cui prenderà le mosse l'intervento di Natoli, sottolineando la problematicità della trasmissione valoriale ai nostri giorni. D'altra parte lo scorso 24 febbraio anche il card. Bagnasco, presentando gli Orientamenti pastorali dell'Episcopato italiano sull'educazione per il decennio 2010-2020, ha invitato a «chiedersi non tanto cosa posso fare per i giovani, quanto cosa siamo noi adulti [...] Ogni genitore di fronte al figlio, così come ogni educatore di fronte al giovane, non deve chiedersi "Cosa posso fare per lui?", ma "Chi sono io?"».

Risuonano perciò forti nel nostro Paese, segnato dalla natalità in decrescita e dalla crisi delle istituzioni educative, le parole del profeta Gioele: «Raccontatelo ai vostri figli e i vostri figli ai loro figli e i loro figli alla generazione seguente» (Gl 1,3). Nella Bibbia l'educazione non si limita a un travaso d'informazioni. Educare significa raccontare e raccontarsi, tramandare un'esperienza fatta di carne e sangue, vissuta sulla propria pelle e affidata alla continua mutevolezza di ogni esistenza storica.

In una società dove cultura, informazione e informatizzazione sembrano talvolta imboccare strade diverse, piuttosto che congiungersi, le Scritture rimandano a un modello di educazione fondato prima di tutto sul dialogo tra persone. E sulla dimensione affettiva più intima: quella interna alla famiglia, primo e insostituibile nucleo per la formazione individuale, sociale e civile di ognuno.

Anche quest'anno gli organizzatori del Festival – la Diocesi di Vicenza e la Società San Paolo – si affideranno a una molteplicità di spazi e di linguaggi per entrare nel vivo del tema scelto. È questo, in fondo, l'esempio offerto dalla Bibbia stessa: un Libro scritto da una schiera di uomini in epoche e luoghi differenti, affidata a ogni tipo di genere letterario e perfino a lingue diverse. Un Libro più moderno di qualunque romanzo postmoderno. Un Libro unico, il Libro dell'umanità di ogni tempo in ascolto dell'Eterno.

Info: www.festivalbiblico.it

Ufficio Stampa:
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